Chi Siamo
Dal 2008 il Centro Bartolomeo Garelli cerca di educare i preadolescenti delle medie,
a tutt’oggi ne abbiamo accolti più di 1000.
L’opera è sostenuta da volontari, insegnanti in pensione, universitari.
NON VOGLIAMO DARE RIPETIZIONI O GARANTIRE LA PROMOZIONE
Non insegnare ma sollecitare i ragazzi a vivere la loro vita con una speranza,
scoprire che le sollecitazioni che sentono a, scuola, oratorio, famiglia c’entrano
con l’atteggiamento che devono assumere di fronte allo studio, di fronte a se stessi.
Non partiamo dalle loro difficoltà, ma dal loro sì a mettersi in gioco.
Abbiamo con loro lo sguardo che desideriamo su noi e che ce li fa accettare come sono.
E’ vero che abbiamo delle competenze acquisite negli anni e
cerchiamo di metterle a loro disposizione;
ci confrontiamo con chi li condivide (scuola, famiglia e altre realtà pertinenti),
è solo l’inizio di un incontro con il ragazzo come persona.
Accoglierli, indipendentemente da quello che sanno, far capire che in quel
luogo sono amati così come sono per far nascere il desiderio di accettarsi e
perciò avere la possibilità di un futuro.
Poco importa se hanno come aspirazione quella di fare il cuoco o il ricercatore universitario,
è importante perseguire il proprio sogno mettendoci un impegno nuovo
(non sempre ci riusciamo, riconosciamo casi in cui questo, purtroppo, non è avvenuto).
Far acquisire un metodo di studio, imperniato, sul desiderio di conoscere.
Ogni difficoltà dei ragazzi ci interpella facendoci vedere quanto certi
atteggiamenti sono frutto di esasperazioni o difficoltà personali,
c’è comunque un’attenzione che ha un’Origine.
Allora quando guardiamo i ragazzi, li guardiamo come desiderio
del loro cambiamento e stabiliamo un rapporto che parte dal loro sì.
E’ una sfida, non è una professione, ci fa vivi.
Anche se più difficile questo è il modo con cui ci muoviamo con loro e con i loro genitori.
Avere il coraggio di guardare i ragazzi con speranza autentica ci obbliga
ad esser veri per aiutarli a vivere una positività,
far sentire la nostra vicinanza e non concedere ciò che non va concesso.
Un’affezione che ci porta ad incoraggiali nel lavoro che devono svolgere in prima persona.
Imparare a “chiedere”, anche questo è un obbiettivo difficile da raggiungere,
ci si vergogna di chiedere e si deride chi ha bisogno di chiedere,
questo è vero un po’ per tutti, perché tutto nella società di oggi educa all’auto sufficienza.
Un piccolo cenno sui volontari:
siamo tutti pensionati con un titolo di studio e universitari delle varie facoltà,
in tutto siamo una cinquantina che gratuitamente doniamo con il nostro tempo;
in un anno e mezzo scolastico le ore sono state oltre 9000.
E’ fondamentale il rapporto con le famiglie,
per avere un dialogo sugli aspetti caratteriali e scolastici dei figli,
perché è il rapporto Famiglia-Scuola-Garelli che genera
forza motrice di impegno da parte dei ragazzi stessi.
Sul territorio ci confrontiamo con le istituzioni quali le Scuole Medie di:
Buccinasco (Rita Levi di Montalcini – Padre Pino Puglisi – Nova Terra)
Assago (Margherita Hack)
Corsico (via Verdi)
Trezzano (I.C. Franceschi)
Comune, Parrocchie – Oratorio Benedetto XVI che ci ospita,
Regione, Consultorio di Assago, Consultorio di Binasco.